Le mie interviste di Coaching

 

“Le mie interviste di Coaching” è una rubrica che ho appositamente ideato per dare voce a personaggi di rilievo, in diversi settori  come per esempio nel business, nella cultura, nello sport, nella teconologia, ecc., e ascoltare la loro storia.

Ogni storia merita di essere ascoltata e la metodologia del Coaching può diventare utile anche nell’intervistare persone che possono non solo raccontarci episodi della loro vita o della loro professione,  ma anche ispirarci.

Con la professione di Life Coach e Career Coach che svolgo principalmente e Bologna, aiuto le persone a raggiungere l’eccellenza cercando di far emergere le potenzialità delle persone per raggiungere i loro obiettivi, partendo da quello che viene definita la “Domanda di Coaching” del cliente.

La Domanda di Coaching  è il punto di partenza di un percorso appunto di Coaching.

Il Coach deve capire qual è la realtà percepita del cliente (in gergo tecnico chiamato Coachee) e lo invita alla narrazione per poi proseguire in un percorso di sviluppo teso al miglioramento o cambiamento.

A volte però può diventare ugualmente coinvolgente e affascinante partire dal processo inverso, ossia  ascoltare una persona che ha già raggiunto l’eccellenza e il successo e scoprire come ci è arrivato.

Le interviste di Coaching hanno proprio questo scopo, rievocare il “Viaggio dell’eroe” e godersi insieme a lui il percorso e imparare che in ogni persona c’è una grande risorsa da scoprire.

Vai a “Le mie interviste di Coaching:  La bellezza del Labirinto“, intervista a Franco Maria Ricci,  designer, collezionista d’arte, celebre editore nel mondo della rivista d’arte FMR .

Buona Storia!

 

 

 

Interviste di Coaching: La bellezza del labirinto

La mia raccolta di interviste di Coaching si inaugura con la “Bellezza del Labirinto”. 

Premetto che il  Labirinto come metafora mi è cara, e per me significa  il percorso necessario e impegnativo per trovare l’uscita che da il via alla direzione personalissima di ognuno di noi.

Mi sono avvicinata al Coaching dopo aver già attraversato una buona parte del mio labirinto e una tappa importante è stata fondare l’ Associazione Culturale Il filo d’Arianna, nome scelto non a caso.

 

IL LABIRINTO DELLA MASONE

In una delle prime giornate di primavera, finalmente fuori da un inverno troppo lungo, sono andata a visitare il  “Labirinto della Masone” a Fontanellato (Parma).

È il più grande Labirinto esistente, composto interamente di piante di bambù (in totale sono circa 200.000), appartenenti ad una ventina di specie diverse, alte tra i 30 centimetri e i 15 metri. Un percorso lungo oltre 3 chilometri.

Affiancati al Labirinto, si trovano una Biblioteca, una Casa Editrice, una Sala delle Feste e dei Balli, una Piazza con la piramide, un Bistrò….

Tutto il complesso,  è un luogo molto particolare, dove la bellezza,  la forza creativa e la personalissima visione  del suo creatore, Franco Maria Ricci,  esplode ovunque. 

Circondata da una bellezza  cercata e concretizzata in questo insolito complesso, dopo aver visitato le  sale che ospitano la  collezione d’arte privata,  con  opere che vanno dal  500 al 900, mi sono inoltrata nel desiderato Labirinto.

Era una giornata con molti turisti e ciò ha permesso di abbandonarmi con piacere lungo i sentieri di bambù, sentendo che non dovevo industriarmi troppo per trovare l’uscita,  bastava individuare il flusso giusto

In compenso mi è venuta una voglia incontenibile di sapere di più della personalità di chi  aveva prima ideato e poi concretizzato tutto questo complesso ed ha iniziato a ronzarmi in testa l’idea di fare ricerche su di lui e proporgli un intervista  sul tema del Labirinto.

Un’intervista un po’ diversa però, proponendogli le domande come se stessimo facendo una sessione di coaching.

In tutta sincerità, non sapevo chi fosse questo signore e una volta letta la sua illustre biografia, mi sono detta: in fondo perché Franco Maria Ricci, persona di prestigio e di successo, colto ricercatore e depositario della bellezza nelle sue forme più alte, frequentatore di artisti, letterati e  intellettuali da oltre 50 anni, avrebbe dovuto dire di no all’intervista con una  sconosciuta signora della provincia bolognese, armata di nessun punto di contatto con il suo “effimero ” ed esclusivo mondo di bellezza, ma provvista di tanto entusiasmo? 

Sono partita ottimista e fiduciosa, convinta  che accade che le persone  straordinarie sono spesso dotate  di gentilezza  e un’umiltà che ti riconcilia con il mondo.

                                       

Chi è Franco Maria Ricci ?           

                   

Ottantanni di Bellezza, Libri e Labirinti

Nato nel 1937 a Parma da un’antica famiglia aristocratica, celebre editore, designer, collezionista d’arte, reso celebre nel mondo dalla rivista d’arte FMR  pubblicata dal 1982 al 2004, definita da Fellini “la perla nera” dell’editoria mondiale e da Jacqueline Kennedy la “rivista più bella del mondo”.

La lista di personaggi  nel campo della cultura e dell’arte  che hanno collaborato con lui  è lunga, tra cui il grande poeta e scrittore argentino  Luis Borges, suo caro amico e al quale Franco Maria Ricci parlò per primo del desiderio di costruire il più grande labirinto esistente.

Ricci ha portato avanti la sua atività editoriale fino ad oggi, contemporaneamente al progetto del Labirinto della Masone di Fontenallato (Pr), a lungo sognato, poi costruito e realizzato.

                                               

INTERVISTE DI COACHING

La bellezza del Labirinto: intervista a Franco Maria Ricci

Buongiorno dr. Ricci, prima di tutto desidero ringraziarla per la disponibilità.

Buongiorno a Lei

Posso iniziare?

Certamente                                                                                            

Cosa significa per lei oggi la parola labirinto?

Labirinto oggi è un progetto realizzato e una medicina per il corpo e per l’anima, passeggiandovi si respira l’aria purificata dai bambù e perdendovisi si può meditare e ritrovarsi.                           

E in  passato ?   

In passato ha significato prima un fantasma, che aleggiava nella mia testa, poi un sogno, poi una sfida                                                                          

Tra la percezione del labirinto del passato e la percezione del labirinto di oggi, ha voglia di raccontarmi cosa ha trovato nel mezzo?    

Ci sono stati un grande impegno, tanti ostacoli ma anche tante soddisfazioni                              

Se ciò che ha trovato fossero immagini o  fotografie, quali sarebbero?

Le immagini dei progetti del Labirinto, nelle loro successive evoluzioni, da quelli irrealizzabili a quello attuale

C’è una immagine a cui sente di dare un maggiore valore?

L’immagine del progetto definitivo    

Da 1  a  5, quanto le piacerebbe portarla con sé in futuro?

4

Ha un nuovo progetto  che vuole realizzare?        

La pubblicazione di nuovi libri              

Cosa desidera ottenere con il nuovo progetto?

Tramite i nuovi libri mi piacerebbe far scoprire a vecchi e nuovi appassionati bei luoghi, opere d’arte e curiosità sconosciuti o poco noti                         

Quali sono le cose che le servono per raggiungere questo nuovo obiettivo?

Una squadra di collaboratori affiatati e competenti e tante idee   

Cosa potrebbe ostacolarla?   

Nessuna risposta 

Ha degli alleati?    

I miei collaboratori e…Bodoni, da sempre per me fonte di grande ispirazione

Chi  è l’alleato più importante, quello che sente essere indispensabile per  realizzare  questo nuovo progetto ?    

Mia moglie Laura Casalis Ricci

Quindi, quale sarà l’elemento che le farà capire che ha raggiunto ciò che voleva ?

Forse l’incontro con i visitatori del Labirinto o con chiunque abbia scoperto qualcosa di nuovo, bello e inaspettato tramite i miei libri

Cosà farà di concreto, per prima cosa?   

Sceglierò gli argomenti da trattare

Dr. Ricci, questa intervista, forse un po’ insolita,  si sta concludendo, la ringrazio  per avermi fatto vivere un’esperienza per me preziosa e se permette, le propongo le ultime 2/3 domande

Lei è una persona di successo, che nella vita ha ottenuto risultati straordinari, ha voglia di rivelarmi quali sono le risorse del suo carattere che l’hanno aiutata di più ad arrivare dove desiderava?

La perseveranza, la capacità di vedere oltre la realtà, il gusto, la maniacalità per i dettagli  

E quali  di queste porterà con sè nei nuovi progetti?    

Tutte

Se dovesse spiegarmi la bellezza del Labirinto attraverso le pagine di un libro,come sarebbero queste pagine?   

Effettivamente ho spesso immaginato di progettare il mio labirinto come progetto i miei libri: elegante, curato nei dettagli, eclettico.

L’intervista si conclude così…ma riflettendo su quell”effettivamente” finale, se fosse stata davvero una sessione di coaching, sarei entrata dentro e gli avrei chiesto :

Dr. Ricci, in questi 15 minuti c’è qualcosa che è emerso e a cui non aveva pensato prima? 

Paola Taglioli

Life Coach professionista

Coaching: il mio cambiamento

L’anno del cambiamento è il 1995, in cui do una svolta al lavoro di amministratrice dell’azienda familiare e fondo l’Associazione Culturale di Promozione Sociale – Il filo d’Arianna..

La curiosità e la voglia di sperimentare mi ha portato fin dall’inizio a dare un’impronta dinamica e ampia a Il filo d’Arianna.

Il mio desiderio era di condividere con altre persone varie opportunità di crescita e socializzazione, per cui ho scelto di trasformare Il filo d’Arianna in un contenitore che racchiudesse formazione non formale e iniziative su molteplici temi.

La mission mi era chiara: mi interessava il benessere della persona inteso attraverso lo sviluppo delle attitudini e potenzialità dell’individuo, finalizzato alla sua crescita personale e professionale.

Benessere psicofisico, Cultura – Arte e Comunicazione, Enogastronomia, Laboratori Artistici e Artigianali, Lingue e Informatica. sono sempre stati i temi principali dei corsi e degli eventi proposti ai cittadini della Valsamoggia (Bologna).

Negli anni le iniziative sono diventate sempre più numerose e l’attività dell’Associazione piuttosto impegnativa, ma, grazie a un team di validi e indispensabili collaboratori, abbiamo organizzato e gestito fino a 40 corsi all’anno, con oltre 400 soci partecipanti ai corsi dell’anno accademico.

Nel tempo, l’Associazione ha visto la partecipazione di migliaia di persone, un pubblico adulto, interessato ad approfondire le proprie passioni e curiosità.

Il patrocinio dei Comuni del territori ci ha consentito di utilizzare gli spazi e le sale comunali per lo svolgimento delle iniziative, oltre alla partnership con numerose realtà private.

Negli anni ho potuto ampliare le mie esperienze con nuovi progetti.
Come la gestione per due anni di un progetto di riqualificazione sociale per i giovani detenuti del Carcere Minorile P. Siciliani (il Pratello) attraverso laboratori artigianali e artistici . Partner il Comune di Bologna.

Un’ esperienza che mi ha insegnato tanto è stata la gestione e il coordinamento del Centro Adolescenti Torrazza del Comune di Zola Predosa (Bo), un progetto per la promozione dell’agio e la prevenzione del disagio giovanile in partnership con la Polisportiva Masi di Casalecchio di Reno (Bo).

Insolita e stimolante l’esperienza che ho fatto con i media, collaborando a trasmissioni televisive della RAI e ad alcune trasmissioni radiofoniche.

Riconosco che nonostante fossi già grandicella, vivere da vicino la realizzazione delle trasmissioni, l’ansia dell’ambiente televisivo rispetto ai risultati d’ascolto Auditel, mi fece vivere per un po’ in una strana bolla adrenalinica.

Tappa fondamentale del mio percorso è l’esperienza internazionale come Project Manager di progetti europei.

Dal 2005 ad oggi, ho indirizzato le attività dell’associazione anche nella cooperazione europea, e Il filo d’Arianna lavora a numerosi progetti sociali e culturali nell’ambito del Programma LLP ed Erasmus+ in partnership con Enti e Associazioni europee.

E’ un’esperienza che ha per me un grande valore, dove ho potuto lavorare a temi sociali e culturali per l’educazione permanente degli adulti (Life Long Learning) vedendoli anche dal punto di vista di partner con culture diverse, approcci e modi di lavorare diversi.

Mi ha permesso di viaggiare in tutta Europa non da normale turista, ma insieme a colleghi che lì ci abitano e che mi hanno fatto conoscere la loro realtà.

Con il Progetto YouRhythm , uno scambio giovani con a tema la musica e il progetto European YouthArt uno scambio giovani sulla danza, nel 2016-2017 ho accompagnato 24 ragazzi e ragazze italiani, dai 18 ai 25 anni, a scambiarsi esperienze con altrettanti ragazzi di Spagna, Germania e Bulgaria.

Un’esperienza vissuta guardando il forte impatto emotivo e il valore che lo scambio otteneva sui giovani di tutti i paesi.
Fare musica, danzare insieme, mangiare insieme, condividere tutto insieme, intrecciare amicizie che ci giurerei, dureranno tutta la vita e vederli piangere quando dovevano ripartire.

Pensandoci, non sono io che ho accompagnato i ragazzi, ma loro che hanno accompagnato me in questa emozionante esperienza.

Questo lungo filo….. d’Arianna che ho tenuto stretto nella mia mano durante tante esperienze mi ha accompagnato a racchiuderle tutte in una nuova fase della vita.

L’essere umano cambia continuamente e sono convinta che per stare bene con sé stesso ha necessità di riallineare ciò che è dentro di lui con ciò che è fuori. E ciò che è fuori si manifesta con ciò che fa.

Quando ho incontrato il Coaching Evolutivo® ho sentito che ciò che sono diventata oggi, convergeva perfettamente “dentro” al Coaching.
Avevo molte aspettative, ma non avrei mai pensato di trovare ciò che ho trovato.

Ho trovato un pensiero che racchiude l’essenza del mio percorso, ho trovato un metodo semplice, efficace e concreto per aiutare le persone a individuare e utilizzare le infinite risorse e potenzialità di cui dispone per raggiungere i propri obiettivi.

Ho trovato un metodo per facilitare il percorso di crescita verso il cambiamento, verso il miglioramento, verso il benessere della persona.

Oggi sono contenta di essere una Coach professionista che aiuta gli altri attraverso il LifeCoaching e il Career Coaching.